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Cosa succede nel corpo dopo il transfer dell’embrione: L’annidamento dell’embrione

9.2.2022 · 2 min lettura

Il transfer rappresenta il primo obbiettivo per le coppie sottoposte a trattamento di PMA; dopo la stimolazione, che mira a rilasciare ovociti sani, che vengono raccolti con cura, fecondati "in vitro" e dopo essere stati coltivati in laboratorio vengono introdotti nella cavità uterina. Come nidifica successivamente l'embrione nell'utero?

Una volta che gli embrioni vengono introdotti nell’utero, di solito ci vogliono circa 10 giorni perché i livelli di hCG siano sufficientemente alti da essere rilevati da un test di gravidanza. Tuttavia, molte donne non hanno idea di cosa stia succedendo all’interno del loro corpo durante questo periodo di “attesa”. Purtroppo non è possibile guardare “dentro”, quindi almeno per punti ti descriveremo cosa succede do un transfer andato a buon fine.

L’annidamento dell’embrione giorno dopo giorno

Giorno 1: L’embrione nello stato blastocista che sta effettuando l’hatching (lo stato raggiunto dopo cinque giorni di coltivazione in laboratorio) inizia a schiudersi e le sue cellule continuano a dividersi.

Giorno 2: la “sgusciatura” della blastocisti continua e dopo l’hatching totale (“rimozione del guscio”) inizia ad attaccarsi al rivestimento uterino: questo passaggio è assolutamente cruciale per una gravidanza di successo.

Giorno 3: la blastocista perfora più in profondità l’endometrio e inizia il cosiddetto impianto (annidamento dell’embrione). Poiché l’endometrio è una zona ricca di vasi sanguigni, in questo momento possono verificarsi perdite o leggeri sanguinamenti. Se questo è il tuo caso, non preoccuparti: questi non sono cattivi segnali. Si verificano in circa il 20-40% delle gravidanze, indipendentemente dal metodo di concepimento.

Giorno 4: a questo punto, la blastocisti è già così profonda che si collega all’afflusso di sangue nell’endometrio (rivestimento uterino). Alcune donne hanno sanguinamenti più importanti in ​​questo momento, ma non c’è motivo di preoccuparsi se non si verificano perdite.

Giorno 5: L’impianto, o nidificazione dell’embrione, è ora completo e l’embrione continua a svilupparsi insieme alle cellule, che alla fine si trasformano in placenta.

Giorno 6: Le cellule placentari secernono hCG, un ormone che viene rilevato dai test di gravidanza. Questo ormone innesca una maggiore produzione di progesterone nel primo trimestre, che assicura che l’endometrio cresca e mantenga la crescita del feto.

Giorno 7: Grazie alla placenta ancora in via di sviluppo, ora è presente ancora più hCG nel flusso sanguigno.

Come aumentare le possibilità di successo della nidificazione dell’embrione?

I giorni successivi al transfer sono pieni di speranze ma anche di preoccupazioni. Quasi due settimane di attesa affinché l’embrione “nidifichi” sono percepite da molte donne come infinitamente lunghe, ed è logico che desiderino fare del loro meglio per vedere quelle due linee sul test di gravidanza. Ci sono credenze diffuse che sia ideale per qualche giorno stare a letto o sdraiarsi in strane posizioni, ma non credeteci.

Dopo il transfer consigliamo un riposo leggero o meglio, evitare sforzi eccessivi: non praticare sport faticosi (da sostituire con camminate), non alzare pesi ed evitare i bagni caldi che potrebbero danneggiare lo sviluppo dell’embrione. ino al 10° giorno dopo il transfer dell’embrione, fai la doccia con acqua a una temperatura “non esagerata” e concentrati principalmente sulle attività che ti piacciono – solo così eviterai di stressarti e il tempo passerà più in fretta.

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